Associazione Culturale
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Una FEDE che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata , non fedelmente vissuta
| Giovanni Paolo II , 16 gen 1982 |
  L’Associazione Culturale AREOPAGO nasce il 12 gennaio 2004
per iniziativa di Francesco Mattiocco
*
  “ha lo scopo di promuovere la conoscenza della nostra storia ed identità, tenendo in considerazione che l’Europa ed il Mediterraneo sono due realtà geografiche interconnesse, che hanno sempre intrattenuto tra loro relazioni e scambi sotto ogni aspetto: culturale, storico, religioso.
L’episodio di San Paolo nell’Areopago segna il momento in cui il cristianesimo diventa consapevole della capacità di confronto con le altre filosofie e culture; confronto giunto fino al nostro tempo e che trova attualità nella situazione dei nostri giorni.
L’ ASSOCIAZIONE:
- ha come finalità principale quella di conoscere le radici cristiane dell’Europa e del bacino del Mediterraneo attraverso l’arte, le vie di pellegrinaggio ed i luoghi di culto.
- promuovere la sua attività attraverso conferenze, convegni, viaggi, visite guidate, attività editoriali e quant’altro riterrà necessario ed opportuno.
- non ha fini di lucro.


Vi presentiamo la pagina degli Atti degli Apostoli che racconta
del discorso di Paolo all’Areopago di Atene
(At. 17,16:34):
Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva nel suo spirito al vedere la città piena di idoli. Discuteva frattanto nella sinagoga con i Giudei e i pagani credenti in Dio e ogni giorno sulla piazza principale con quelli che incontrava.
Anche certi filosofi epicurei e stoici discutevano con lui e alcuni dicevano:
«Che cosa vorrà mai insegnare questo ciarlatano?».
E altri: «Sembra essere un annunziatore di divinità straniere»;
poiché annunziava Gesù e la risurrezione. Presolo con sé, lo condussero sull'Areòpago e dissero: «Possiamo dunque sapere qual è questa nuova dottrina predicata da te? Cose strane per vero ci metti negli orecchi; desideriamo dunque conoscere di che cosa si tratta».
Tutti gli Ateniesi infatti e gli stranieri colà residenti non avevano passatempo più gradito che parlare e sentir parlare. Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Areòpago, disse: «Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dèi. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.
Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: Poiché di lui stirpe noi siamo. Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all'oro, all'argento e alla pietra, che porti l'impronta dell'arte e dell'immaginazione umana.
Dopo esser passato sopra ai tempi dell'ignoranza, ora Dio ordina a tutti gli uomini di tutti i luoghi di ravvedersi, poiché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare la terra con giustizia per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».
Quando sentirono parlare di risurrezione di morti, alcuni lo deridevano, altri dissero: «Ti sentiremo su questo un'altra volta».
Così Paolo uscì da quella riunione. Ma alcuni aderirono a lui e divennero credenti, fra questi anche Dionigi membro dell'Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.



Scopo dell’Associazione è il dialogo con tutti e in particolare con coloro che non si sentono in piena sintonia con la Chiesa o le vicende personali li hanno portati a essere, come si dice, non praticanti.

A tutti va ricordato quello che il nostro filosofo Benedetto Croce diceva:
“non possiamo non dirci cristiani se non altro per cultura” e anche ricordare quello che durante il suo tour in Europa ha detto Wolfang Goethe:
“L’Europa è nata sulle vie di pellegrinaggio e il cristianesimo è la sua lingua materna”.
Riferimento spirituale, oltre a San Paolo, San Francesco d’Assisi patrono d’Italia che possiamo considerare fratello universale e patrimonio spirituale dell’umanità.

Un grazie per l’amore e la passione che mi hanno trasmesso e che io ho cercato di trasferire nel progetto di questa associazione vada a P. Michele Piccirillo OFM francescano di Gerusalemme e a Mons. Liberio Andreatta dell’Opera Romana Pellegrinaggi.
L’associazione vive di due grandi progetti: quello culturale e quello sociale.
Il progetto culturale trova nei pellegrinaggi la massima espressione.
L’insieme delle attività è proteso a sostenere progetti di solidarietà in particolare per la Terra Santa.

Recapiti utili per contattare l’associazione:

- Francesco Mattiocco presidente
3478618065 |
- Daniele Porcelli vicepresidente
e responsabile progetti sociali
3396496764 |
- Antonella Tomasello vicepresidente
e responsabile progetti culturali
3392312550 |
- Gabriele Buccarella diacono responsabile
dell’animazione spirituale
3289730198 |
- Claudio Buccarella
diacono segreteria
3281774773 |
- Rodolfo Turco
segreteria
3384284335 |
- Alfonso Carfora
responsabile del sito web
3299024298 |
 

Aggiornato al 18 ottobre 2010

diac. Francesco Mattiocco ofs, Presidente Alfonso Carfora, webmaster